MotoGP: vince Stoner, ma il protagonista è di nuovo Valentino
(Credits: Epa/Kimimasa Mayama)
Valentino e la sua spalla: gioia e dolore. Mentre nella mappa mentale dell’uomo a tener banco è la decisione sul momento migliore per operarla, in quella del pilota quello stesso arto dolorante diventa l’arma che dà spettacolo. Questa volta, a subire le conseguenze della già nota capacità di spallata di Vale è stato Jorge Lorenzo, il suo compagno di squadra-rivale, il candidato numero uno alla sua successione, il talentuoso ma poco carismatico enfant prodige spagnolo che da sempre vive l’antagonismo con Valentino con un senso di inferiorità capace di andare sempre ben oltre i successi in pista.
Con la spallata di ieri Valentino ha rubato in extremis il terzo gradino del podio al rivale. E regalato al pubblico uno splendido remake di quanto accadde lo scorso anno a Barcellona, quando l’infilata aggressive all’ultima curva – sempre ai danni di Lorenzo – gli valse la vittoria. In quella circostanza, Lorenzo incassò lo smacco con sportività. Questa volta no: definire la sua reazione sarebbe un eufemismo. Colpito nell’orgoglio del campione, ma ancora prima nell’anima, Lorenzo questa volta non l’ha mandata a dire, accusando il pilota di Tavullia di scarsa correttezza e ancora peggio di grave incoscienza, giacché un’entrata così irruenta, a quella velocità, avrebbe potuto avere conseguenze assai pericolose per entrambi.
La gara – va detto – è stata una delle più belle della stagione: ha rimandato alla memoria i ricordi di quando anche la MotoGP riusciva ancora a sprizzare adrenalina anziché ricordare sempre più spesso la soporifera Formula 1.
Dopo una decina di sorpassi da antologia, ad aggiudicarsi il primo gradino del podio è stato Casey Stoner, che dopo aver stravolto per l’ennesima volta le caratteristiche della sua Ducati Desmosedici, è parso tonico, motivato e imprendibile tra le curve come ai vecchi tempi. Subito dietro, Andrea Dovizioso, grandissimo anche lui sull’asfalto giapponese e quindi Vale. Il quarto posto di Lorenzo – vista anche l’assenza dello sfortunato Daniel Pedrosa – non modifica gli assetti della classifica generale, che lo spagnolo guida con 297 punti.
October 4th, 2010
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